COMO EL AGUA
REPORTAGE
2025
Il flamenco non è un evento a cui ho assistito, ma un paesaggio che ho attraversato e che, infine, ha scelto di abitarmi. Questo portfolio non cerca la documentazione dello spettacolo, bensì la mappatura dei frammenti di quell’esperienza: una geografia simbolica dove il corpo del musicista e la pietra della casa si fondono in un’unica voce. Attraverso queste immagini, la danza e il canto si spogliano della loro forma estetica per rivelare un'architettura fatta di silenzi e grida. In questo percorso, la chitarra cessa di essere un semplice strumento per trasformarsi in un reticolato di prigionia e liberazione; nelle inquadrature ravvicinate sulle sue corde e sul legno, essa diventa il binario su cui corre il quejío (il lamento), trovando il suo culmine nel volto del cantore, dove la bocca spalancata non emette solo suono, ma si fa simbolo di una verità che squarcia il silenzio. Questa tensione si riflette negli spazi fisici che circondano l'arte: le facciate bianche abbaglianti, le finestre sbarrate e le rovine sotto il sole implacabile rappresentano la memoria dei luoghi. Una casa abbandonata non è mai vuota, poiché è carica dell’eco di chi ha cantato tra quelle mura, suggerendo che il flamenco sia un'arte che nasce dalla terra e alla terra, inevitabilmente, ritorna. La sacralità di questo mondo si manifesta negli angoli più umili del quotidiano, tra le icone della Vergine e le fotografie sbiadite dei maestri che vegliano sulla vita di tutti i giorni. È in questa costante dialettica tra il profano della strada e la santità della dedizione che ho trovato il cuore della mia ricerca. Infine, l'istinto primordiale si libera nel movimento: così come un cavallo pascola libero nel paesaggio, così la silhouette di una ballerina agita il proprio mantón, trasformando le frange e lo sfocato in una visualizzazione dell'energia invisibile del Duende. Ho cercato il flamenco dove la luce ferisce l’ombra, scoprendo che ogni corda tesa e ogni muro scrostato raccontano la stessa storia: quella di un’anima che ha bisogno di gridare per sentirsi viva.